La malattia venosa cronica con varici non deve essere sottovalutata da chi ne è portatore anche se causa disturbi sopportabili o non ne dà affatto.

Sottovalutare le varici, non sottoponendosi per anni alla cura di uno specialista, significa lasciare che la malattia peggiori sulle vene varicose già comparse e progredisca sviluppandosi anche su vene vicine connesse con quelle già malate.

Trattare le fasi iniziali della malattia conviene per il fatto che si interrompere il processo evolutivo e lo si può fare con trattamenti meno invasivi rispetto a quelli richiesti per i casi avanzati di varicosi.

Inoltre lasciare senza cure la malattia varicosa per anni significa andare incontro a complicanze temibili quali le tromboflebiti (formazione di un trombo dentro la vena con sua chiusura e infiammazione), distrofie cutanee (la cute in prossimità delle varici, in genere quelle prossime al piede, caviglia e III inferiore di gamba, diventa scura o biancastra, talvolta arrossata, sottile e squamosa o indurita e dolente), ulcere croniche (lesioni della cute dolorose che non tendono a guarire spontaneamente ma necessitano di lunghi periodi di trattamento. Purtroppo la distrofia della cute e le conseguenze cicatriziali di un'ulcera non sono risanabili ma anche se in questi casi il trattamento della malattia venosa è necessario per ridurre la progressione delle complicanze e la recidiva delle ulcere.